Mentre me ne sto con le mani in mano l’occhio cade sul monitor proprio mentre qualcuno cerca spiegazioni su un modo di dire molto comune e che allude allo stare con le mani in mano. Si tratta di un’espressione con cui si prende di mira qualcuno che non fa nulla, che ozia a piene mani e si ritrova proprio lì con le mani in mano. E proprio quando me ne sto con le mani in mano scopro che tra un palmo e l’altro c’è aria, c’è un vuoto che provo a riempire con l’argilla. Accade così che improvvisamente le mie mani diventano un conio, una matrice per un disco ceramico a due facce che recano imprese le impronte dei miei palmi. Non ho fatto nulla ho solo messo dell’argilla sulla mano che sta per avvinghiare l’altra. Un gesto zero che in un tempo zero raccoglie la mia identità e che, mentre ci ripenso, ripeto quello zero per sette volte una serie di sette. Tutto questo continuando rigorosamente a Stare con le mani in mano.