Giovanni Morbin
Scultura Sociale
Applicazioni
“Scultura sociale” è un oggetto modulare composto di elementi d’acciaio semisferici di pochi centimetri ciascuno, che si compongono in linea retta grazie a un cilindretto filettato che sporge dalla parte convessa e a un foro compatibile su quella piatta. La superficie dei moduli, lavorata al tornio, è levigata e opaca, gradevole al tatto. L’oggetto può essere idealmente prolungato all’infinito, ma solo da una delle due estremità: l’altra è chiusa da un elemento - l'unico - di forma sferica, dotato del solo cilindretto filettato, senza foro. In termini geometrici, l'oggetto è quindi una semiretta. Come tale è dotato di una direzione, e implica l’idea di movimento. Nella versione attuale misura circa sei metri.
“Scultura sociale” contiene diversi riferimenti alla disciplina della scultura moderna e contemporanea, a partire dal titolo, che cita una formula usata da Joseph Beuys per definire la sua opera (“Plastica sociale”). È un omaggio alla “Colonna infinita” di Brancusi, composta del medesimo solido geometrico ripetuto in verticale; può ricordare la scultura minimalista americana degli anni ‚60, a causa dell’uso del materiale industriale, della lavorazione meccanica e dell’assoluta regolarità della struttura. Ha tuttavia, prima di ogni altra cosa, l’aspetto di un utensile, ed è presentato come tale, su un supporto di acciaio e plexiglas simile agli espositori commerciali, e nel contesto di un grande emporio di articoli di ferramenta.
Dopo l’esposizione, la scultura sarà smontata nelle sue componenti, e queste ultime, con l’unica eccezione certa del modulo sferico, saranno impiegate come parti metalliche per il mobilio (pomelli per ante, supporti, ecc.). In questo modo, cesserà di esistere come oggetto d’arte, e perfino come oggetto. Persisterà solo come possibilità latente. In qualunque momento, infatti, nel foro di una delle componenti così utilizzate (che verrà sempre lasciato libero) l’artista potrà avvitarne un'altra, o più d'una, ricostituendo, del tutto o in parte, la scultura. Ciò comporta naturalmente la possibilità che il mobile coinvolto nell’operazione risulti, alla fine, inservibile.
È un rischio che l’artista desidera fare presente ai gentili acquirenti.

Simone Menegoi

FERRAMENTA BERTI
ospita una scultura di Giovanni Morbin

a cura di Simone Menegoi

ferramenta Berti - Cornedo (Vi)