Giovanni Morbin
Retrospettiva
Ritratto e autoritratto evidenziano per tradizione bellezza, carattere e importanza del soggetto, “riproducono, per lo più dal vero, con i mezzi delle arti figurative o con la fotografia”, come recita il dizionario della lingua italiana. In altri casi diventano pretesti per approfondimenti linguistici.
Ciò che m’interessa é l’inesorabile e concreto impatto col reale, lo sbattere della faccia contro un muro privo d’ogni valore simbolico.
Per un anno, giorno dopo giorno, creo trecentosessantacinque autoritratti in ceramica e quotidianamente li lascio cadere al suolo deformandone i tratti somatici. I volti, tutti uguali e diversi l’uno dall’altro, creano un calendario astratto, rievocano un turbinio d’esperienze, di sensazioni prive di selezione e censite semplicemente nella loro completa crudezza. Suoni e rumori che avvolgono l’ambiente sono reminiscenze di un vissuto presente, la vita vista mentre accade sotto placenta.
Azione
Installazione